A quasi tre anni dall’avvio del progetto Residenze Artistiche, Laura Bevione, nel numero di gennaio del trimestrale Hystrio, approfondisce* il tema, raccogliendo dati, impressioni e visioni per il prossimo futuro. Il progetto Residenze Artistiche è stato predisposto dalla Commissione Beni e Attività Culturali delle Regioni e delle Province autonome e dal MiBACT in attuazione dell’art. 45 “Residenze” del Decreto Ministeriale del 1 luglio 2014. Il Decreto mira a contribuire all’insediamento, alla promozione e allo sviluppo del sistema delle residenze artistiche quali esperienze di rinnovamento di processi creativi, della mobilità, del confronto artistico e di qualificazione della domanda.

 

Secondo Paolo Cantù, direttore della Fondazione Piemonte dal Vivo e titolare della residenza Lavanderia a Vapore di Collegno, tra i punti di forza dell’art. 45 c’è il fatto di intendere la Residenza come luogo di creazione, uno spazio in cui all’artista sia concesso sbagliare, quindi formarsi e confrontandosi con il pubblico in un ambiente protetto.
Sulla stessa linea di pensiero Fabio Biondi, direttore artistico de L’Arboreto-Teatro Dimora di Mondaino, che afferma: “Lo Stato e le Regioni dovrebbero affidare alle residenze lo statuto speciale di ‘laboratori del contemporaneo’ per permettere agli artisti di cercare e perdersi, cominciare e ricominciare, da soli o in compagnia di altri sguardi d’autore”.
Francesca D’Ippolito, nel documento Un bilancio sulle residenze dell’art. 45, auspica la creazione di una rete di relazioni più ampia: “È necessario che le residenze incontrino e siano in relazione, senza perdere la propria specificità, con tutti i soggetti dello spettacolo dal vivo: un dialogo ‘orizzontale’, ovvero in rete tra residenze di diverse regioni, ma anche verticale con i festival, con i centri di produzione, i Tric e i circuiti”.
Secondo il Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Mibact Ninni Cutaia, la sfida è far dialogare le residenze con il sistema teatrale consolidato. “Il tema della circolazione delle opere dovrebbe essere affrontato in generale come una delle questioni del funzionamento dell’intero sistema al cui interno le residenze svolgono un ruolo importante per il ricambio dell’offerta, la crescita di una fruizione consapevole e diversificata, lo sviluppo delle professionalità e della creatività artistica. Quindi occorre evitare che questa importante funzione, propria e non sovrapponibile ad altre, si riduca ad essere interpretata come strumento di distribuzione delle opere in un circuito minore e con il rischio della marginalità”.  

 
Un recente studio della Fondazione Fitzcarraldo riassume i dati relativi alle attività realizzate nel 2015 dalle 77 residenze artistiche coinvolte dal progetto. Il documento parte da un’introduzione al sistema delle residenze in Italia e in Europa, per passare ad una mappatura delle attività e delle progettualità sviluppate dalle residenze artistiche, prendendo in considerazione dati relativi ai titolari delle residenze e alle singole attività.
La Regione Marche, che ha sottoscritto il protocollo triennale col Mibact per la realizzazione del progetto nel proprio territorio, ha individuato il Consorzio Marche Spettacolo quale soggetto attuatore, il quale ha dato vita al progetto “Residenze Marche Spettacolo“, concentrandosi – in sede di prima attuazione – sullo sviluppo dei due progetti di residenza storici “Civitanova Casa della Danza” e “Inteatro” e aggiungendo, dal secondo anno, la residenza musicale “Pieve Vecchia di Ginestreto” (Pesaro), identificata tramite avviso pubblico.

 

 

*“Teatro e territorio, presente e futuro delle Residenze Creative” di Laura Bevione, HYSTRO 1/2017